Cerca nel blog
giovedì 4 luglio 2013
Kintsugi
Scopro da Fb:
"Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro.
Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Questa tecnica è chiamata Kintsugi."
Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente.
E la differenza è tutta qui: occultare l'integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?
Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe.
"Spaccatura, frattura, ferita" sono percepiti come l'effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.
Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.
La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna.
I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l'hanno capito più di sei secoli fa - http://en.wikipedia.org/wiki/Kintsugi - e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.
mercoledì 26 giugno 2013
GIORNATARANCIONEROSSA
Quanto colore ci sta in un'unica giornata?
Mi risveglio sotto gli alberi, accarezzata da cinguettii di passeri e frusciare di fronde.
Saluto gli amici, e mi assale la malinconia; ricaccio le lacrime per un futuro sterile ed un passato abortito.
Guido e mi ritrovo a fare una manovra impossibile e perfetta, che impossibile e perfetta era solo nella mia mente.
Vedo centinaia di persone che camminano sull'asfalto in kimono ed infradito e non mi stupisco.
Guardo la canicola dal finestrino dell'auto e mi sembra irreale nell'irrealtà artificiale dell'aria condizionata.
Corro all'ospedale e trovo una stanza che sembra quella di un hotel a poche stelle, ma ha la tv.
Mi godo il tramonto, aspettando l'inizio di uno spettacolo di danza seduta su una sedia da regista sull'erba, sola nella folla.
Un'unica giornata, arancione e rossa.
mercoledì 19 giugno 2013
BUONE NOTIZIE
E se invece di un ciclone funesto, le parole in cui ci imbattiamo ogni giorno fossero un'oasi di pace?
E se il primo quotidiano che sfogliamo al mattino fosse http://www.buonenotizie.it/ ?
E se il benzinaio ci augurasse una sincera "buona giornata" e la commessa ci restituisse il resto con il sorriso?
E se all'e-mail del cliente incazzato rispondessimo con una carezza verbale fatta di comprensione e cortesia?
E se la coda al semaforo fosse un'occasione per meditare invece di imprecare?
E se al bar ci ricordassimo il detto che recita "Great minds discuss ideas, average minds discuss events, small minds discuss people"?
Di che colore sarebbe la nostra giornata?
E se il primo quotidiano che sfogliamo al mattino fosse http://www.buonenotizie.it/ ?
E se il benzinaio ci augurasse una sincera "buona giornata" e la commessa ci restituisse il resto con il sorriso?
E se all'e-mail del cliente incazzato rispondessimo con una carezza verbale fatta di comprensione e cortesia?
E se la coda al semaforo fosse un'occasione per meditare invece di imprecare?
E se al bar ci ricordassimo il detto che recita "Great minds discuss ideas, average minds discuss events, small minds discuss people"?
Di che colore sarebbe la nostra giornata?
mercoledì 5 giugno 2013
ACQUA DI PAROLE
Elisir d'inchiostro o pixel.
Talvolta ruscello, talvolta cascata.
Quasi sempre sorgente.
Raramente risacca.
Goccia dopo goccia la fluidità è garantita, e anche se non rimane dov'è, se scorre via,
è stata frescura, linfa, onda, vita, movimento, nutrimento.
L'acqua di parole genera gratitudine.
Come pioggia, la prendo quando viene, la sospiro quando manca, mi rende malinconica quando è troppa, mi rende testimone dei solchi che lascia sualla mia terra...
L'acqua di parole genera consapevolezza.
So che scompare poco dopo che è giunta, assorbita o evaporata.
So che c'è, trasformata.
E so che dà frutti.
martedì 7 maggio 2013
DONNE
“Voglio vedere donne con la loro femminilità nei gesti morbidi e gentili,
nei sorrisi aggraziati,
nelle movenze seducenti, ma accennate,
dalle parole dolci e decise allo stesso tempo.
Dai pensieri originali e nuovi.
Vorrei vedere donne indipendenti,
non succubi dell’uomo a cui immolano la propria dignità,
femmine dai cuori di ghiaccio fuso,
compagne e amiche dell’uomo,
libere e sincere.
Vere.”
(Charles Bukowski)
(Charles Bukowski)
Gesti morbidi...
Sorrisi...
Movenze seducenti, ma accennate...
Parole dolci e decise...
Pensieri originali e nuovi...
Libere e Sincere...
Vere.
Di che colore ci vogliono gli uomini?
giovedì 2 maggio 2013
NOSTALGIA
La nostalgia
è la sofferenza provocata
dal desiderio inappagato di ritornare.
Milan Kundera, L'ignoranza, 2001
Ogni tanto arriva il giorno in cui mi sento così:
Il corpo è limitato e si confonde.
Il buco vuoto dentro di me si espande, enorme, sulla terra che mi lascio alle spalle.
Allora comincio a farmi qualche domanda, a cercare il nome di ciò che mi manca, il senso di ciò che ho perso, e mi ritrovo così:
...la strada dei desideri dissolta, il vuoto sotto ai piedi.
Mentre aspetto che mi spuntino le ali, mi poso su un ramo e mi metto a capire. Così:
E anche se la nostalgia come sempre non ha pietà, e ritrovo la certezza che non posso ritornare alla pienezza, da quel ramo guardo la terra (o il cielo) e scelgo su quale strada ricominciare.
martedì 2 aprile 2013
Il ventre della Terra
"Tra il reale e l'irreale c'è una porta:
quella porta siamo noi."
Jim Morrison
Nel ventre della Terra la porta tra reale ed irreale non c'è.
Percorri un budello di roccia lungo centinaia di metri, ti si chiudono alle spalle barriere a tenuta stagna, ed entri in una grotta che non è un buco, perché non è vuoto. Ed è uno spazio.
La mente perde i punti di riferimento e smette di calcolare. Si placa.
Non molla del tutto e allora s'inventa i nomi: stalattiti, stalagmiti, colonne... s'inventa figure nelle forme: canne d'organo, vele, bucatini...
E poi rinuncia.
Dentro una grotta la mente s'arrende all'irreale.
Allora vede migliaia di colori, tutti nati dal calcare, tutti irreali quanto il bianco.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















