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mercoledì 18 luglio 2012

MANDALA

Mi piace vedere  l'armonia che vince il caos, la ripetizione che sconfigge il disordine, la pace che ha più bellezza della scissione.

Spesso mi basta aprire gli occhi.

















In Tibet li chiamano Mandala e li compongono con polveri colorate.


Appena hanno finito li distruggono.
Non c'è bisogno che rimangano arte e colore.
La polvere è una buona soluzione.

martedì 19 giugno 2012

TAZZA DI TE'


STORIELLA ZEN

Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli disse:
"Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi".
"Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro. E incominciò a versare il tè da una teiera. Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
"Ma cosa fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza è piena?"
"Come questa tazza" disse il maestro "anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos'altro. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?". 

Bene, la mia mente in questo preciso istante è così:


Se comincio a svuotare la tazza, come diventa? Così...?:

Oppure così...?:


O anche così...?:


Probabilmente sarà semplicemente così:


Dopo, il tè sarà più buono?


giovedì 10 maggio 2012

ARIA


Prendete una NEVICATA, ma togliete il freddo.


...aggiungete un FIUME...


...lasciate vagare ovunque turbini di POLLINE...

...e vedrete ciò che la Terra mi ha mostrato ieri.
Mancavano le Fate, ma il resto c'era tutto.
Nell'ipnosi dei pollini danzanti ho capito ciò che stavo realmente guardando:
vedevo l'ARIA.

Non saprei dire con certezza che colore abbia.
Più bianca che azzurra, azzarderei.

Ma io l'ho vista.
Ergo, si vede anche ciò che non ha colore.

martedì 17 aprile 2012

IMPARARE

"Il linguaggio dev'essere la bacchetta da rabdomante
 che scopre sorgenti di pensiero" - KARL KRAUSS

Non so ancora se sia necessario tornare dietro un banco o basti trovare il manuale giusto, ma nei decenni (?!) che mi restano da vivere ho in programma di

IMPARARE A:
  • lanciarmi col deltaplano
  • giocare a briscola come si deve
  • confezionare i tortellini
  • riconoscere le nuvole
  • cucire una coperta patchwork
  • leggere (bene) le Rune
  • potare un melo
  • disegnarmi un cappotto giallo come-dico-io
  • suonare l'arpa.
Nel frattempo mi procuro i colori.

sabato 10 marzo 2012

SCARTI AD ARTE

"La linea retta è la linea dell'uomo,
quella curva è la linea di Dio"
 ANTONI GAUDI' I  CORNET

Piastrelle rotte.
Scarti da discarica.
Inutili, taglienti, difformi.
E poi arriva un artista come Gaudì e s'inventa il Trecandis, mosaico modernista che vede l'arte dove chiunque altro  vede rovina e rottura.
Egli ricompone la rottura e ci regala la fluidità dello sguardo nella curva di una lunghissima panchina, al Parque Guell - Barcellona-, un luogo variopinto in modo imprevisto, inusitato, irriproducibile.
Al posto dello spigolo vivo, la sinuosità.
Al posto del disegno in frantumi, il colore rinato.
Grazie Antoni.

martedì 7 febbraio 2012

FILI

"...e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali..."
Francesco Guccini - CIRANO


Se la chiamo TELEPATIA qualcuno mi guarda storto. Troppo New Age.
E pensare che gli aborigeni la usano dai tempi in cui perfino la parola "telecomunicazioni" avrebbe generato sospetto, figuriamoci parole come Smartphone, Bluetooth, Wireless...
Eppure a me la telepatia fa comodo.
Quando c'è qualcuno che non sento da un pò è come un filo colorato che mi appare davanti. Ed io acchiappo il bandolo. Di solito quel qualcuno mi risponde.
Pur non vivendo continuamente connessa alla rete, amo e ammiro il web. Ma non chiedetemi di rinunciare ai fili colorati. Altra rete, altri colori.
Lasciatemi le ali.

martedì 31 gennaio 2012

GIOIE


Osso, pietra, vetro, terracotta, conchiglia, smalto, coccio, piuma...
In tutte le culture esiste l'uso di ornare il corpo con monili di varia natura, per sottolineare potere e status (corona), per differenziarsi (orecchino/i), per allearsi (anello), per proteggersi (collana).
E se la parola "gioiello" deriva dal francese jeu (=gioco), siamo in territori molto seri. Nell'antichità il Gioco era Sacro, dedicato alla divinita, almeno fino a quando il Cristianesimo l'ha declassato insieme a tutto ciò che era pagano.
Il gioiello spesso ha seguito l'iter logico da "sacro" a "prezioso" a "lussuoso", eppure al mondo continuano a non mancare gli esempi di monili sacri fabbricati con materiali poveri.
E colorati.
Sia che si tratti di una tiara regale o di un talismano sciamanico, i colori non mancano, non foss'altro che per l'oro e l'argento del metallo che li assembla.
Forse fa eccezione il diamante. Ma essendo pura luce ha tutti i colori in sè.
I gioiellini di falsissima plastica rosa e gialla con cui giocano le bimbe, non sono per niente un'eccezione...