Osso, pietra, vetro, terracotta, conchiglia, smalto, coccio, piuma...
In tutte le culture esiste l'uso di ornare il corpo con monili di varia natura, per sottolineare potere e status (corona), per differenziarsi (orecchino/i), per allearsi (anello), per proteggersi (collana).
E se la parola "gioiello" deriva dal francese jeu (=gioco), siamo in territori molto seri. Nell'antichità il Gioco era Sacro, dedicato alla divinita, almeno fino a quando il Cristianesimo l'ha declassato insieme a tutto ciò che era pagano.
Il gioiello spesso ha seguito l'iter logico da "sacro" a "prezioso" a "lussuoso", eppure al mondo continuano a non mancare gli esempi di monili sacri fabbricati con materiali poveri.
E colorati.
Sia che si tratti di una tiara regale o di un talismano sciamanico, i colori non mancano, non foss'altro che per l'oro e l'argento del metallo che li assembla.
Forse fa eccezione il diamante. Ma essendo pura luce ha tutti i colori in sè.
I gioiellini di falsissima plastica rosa e gialla con cui giocano le bimbe, non sono per niente un'eccezione...